Incontro culturale
La pubblicità tra arte e business: incubatrice di sogni, creatrice di bisogni
“La pubblicità è sempre esistita, in forme e con mezzi diversi, ma sempre in tale relazione con le credenze e i costumi del tempo da poter costituire una chiave di lettura dell’epoca in cui nasce e si esprime; il contesto politico-sociale ne è sempre il “brodo di coltura”. Così Gianfranca Melisurgo ha presentato il 25 novembre 2025 ai soci e simpatizzanti dell’Università Aperta Auser di Conegliano il suo incontro dedicato alla pubblicità tra arte e business.
Ha poi proseguito con le seguente parole: “Il nostro percorso, dopo un accenno al mondo della romanità, parte sostanzialmente dall’Ottocento, quando la cartellonistica, prima in Francia e poi in Italia, viene avvertita come forma d’arte, sia pure minore. Riflesso dei tempi, ne ha intercettato sogni e tabù, dialogando con il destinatario per persuaderlo e orientarlo nelle scelte che compirà, puntando a “catturare” la sua attenzione non tanto sul piano razionale quanto su quello emozionale.
L’ambito di riferimento selezionato esclude la pubblicità di propaganda a fini politici e bellici, un campo troppo vasto e connesso a complesse disamine storiche, e si concentra invece sul settore commerciale, che ben rappresenta l’evoluzione della nostra società verso il consumismo, riflesso concreto di un’ottica che ormai sempre più privilegia l’avere e non l’essere.
In generale per la pubblicità è diventato sempre più difficile coniugare arte e affari, come pure avveniva nell’Otto-Novecento. Oggi si afferma una pubblicità sempre più banale, disinibita nelle tematiche e anche troppo esplicita nel linguaggio, sì che la componente artistica è per lo più sacrificata all’intento commerciale. Non manca qualche eccezione, legata alla scelta tematica e alla libera creatività, come si cercherà di chiarire attraverso alcune citazioni della produzione pubblicitaria del geniale Oliviero Toscani, da poco scomparso”.