Incontro culturale

Le meraviglie del Carso

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Docente Gianni Brombal

Un percorso tra una fitta rete di antichi sentieri la cui percorrenza riserva continue sorprese paesaggistiche, culturali, storiche e, non da ultimo, enogastronomiche. Presentato da Gianni Brombal, nell’incontro culturale del 16 marzo 2023, corredato dalle sue meravigliose fotografie.

La parola Carso sembra derivi dal termine di origine preindoeuropea carsa che significa roccia, pietra.

E’ la pietra infatti a essere grande protagonista del paesaggio carsico, la pietra tormentata, erosa, scanalata che spunta tra l’erba dei rari prati o tra gli alberi dei boschi, che cade a precipizio nel mare come nelle falesie di Duino o che compare, scomposta, nei muretti a secco così frequenti nella zona.

Il Carso è percorso da una fitta rete di antichi sentieri la cui percorrenza riserva continue sorprese paesaggistiche, culturali, storiche e, non da ultimo, enogastronomiche; osmizze, gostilne e agriturismi offrono infatti ottimi cibi e vini tipici.

E allora incamminiamoci alla ricerca di queste “sorprese”, partendo dalla zona di San Giovanni di Duino dove sgorga dalle viscere della terra il fiume Timavo, uno dei simboli della zona carsica.

Timavo

Percorrendo il sentiero nr.1 del CAI e prendendo una breve deviazione arriviamo al castello di Duino dei conti Von Thurn und Taxis,  costruito a picco sul mare. Nelle sue sale si trovano cimeli e ricordi dei più famosi personaggi che qui trovarono ospitalità: i compositori F. Liszt e J. Strauss, i poeti Gabriele D’Annunzio, Paul Valery e, forse il più celebre di tutti, Rainer Maria Rilke e altri.

La vista dalla scogliera della Riserva Naturale delle Falesie di Duino è meravigliosa, soprattutto in autunno quando lo scotano, un arbusto tipico del Carso, si colora di giallo e di rosso in contrasto con il grigio delle rocce, l’azzurro del cielo e il blu del mare.

Scogliera delle falesie di Duino

 Alla fine del sentiero Rilke si arriva al caratteristico porticciolo di Sistiana, dove una miriade di barche a vela si dondola pigramente.

Poco lontano dal centro di Sistiana, inerpicandosi su un sassoso sentiero, si può percorrere il “sentiero della salvia”, lasciandosi inebriare dal profumo della salvia selvatica e dal contrasto dei colori.

Ma le meraviglie di questa terra non finiscono qui: chi ha un po’ di coraggio, non soffre di claustrofobia o di vertigini, può visitare il sottosuolo, a partire dalla Grotta Gigante, grande antro sotterraneo dove stalattiti e stalagmiti magicamente illuminate rendono fiabesca l’atmosfera.

Discesa nella Grotta Gigante

Centinaia sono le grotte carsiche del territorio, per la maggior parte visitabili soltanto da esperti speleologi. Cavità erose dall’acqua in milioni di anni e riccamente concrezionate come, ad esempio, la Grotta del Paranco.

O come la Grotta dell’acqua di Boriano, per centinaia di anni serbatoio d’acqua per gli abitanti dei paesi vicini.

E, per finire il nostro percorso, “usciamo a riveder le stelle” e ad “illuminarci d’immenso” come il giovane Ungaretti ebbe a descrivere un tramonto quando giunse, soldato della Grande Guerra, dopo una battaglia, sulla sommità del Monte San Michele in terra carsica.             

Panorama dal sentiero Rilke