Incontro culturale

La storia di Gerusalemme dalle origini alla dominazione persiana (2°incontro)

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Docente Annamaria Caligaris
Muro alto fino a 8 metri (sec. XVIII a.C.) Parte da un insediamento cananeo (di cui oggi si sono perse le tracce) in cima alla collina sul cui crinale si trova quella che è stata denominata “La città di David”

Propongo questo schema cronologico, dedicato alla storia di Gerusalemme, dalle origini alla dominazione persiana, nel quale vengono accostati in parallelo le testimonianze bibliche, i ritrovamenti archeologici e le ipotesi storiche più recenti.

Ovviamente lo schema non ha la pretesa di essere completo e definitivo, né tanto meno condiviso da tutti, non solo perché in uno spazio limitato è difficile esaurire una materia tanto complessa, ma anche perché sulla storia di Gerusalemme antica e in generale sulla storia dell’antico Israele si sovrappongono ancora (e penso si sovrapporranno per sempre) le posizioni più diverse. Io ho scelto quella che mi è parsa la più documentata e convincente, ricavabile tra le altre da voci particolarmente autorevoli e più volte nominate nel precedente incontro.

Capitello di un edificio pubblico (?) della Gerusalemme ebraica (inizio sec. XI a.C.). Trovato tra le macerie sotto alla “Città di Davide” testimonia l’intervento di costruttori fenici. (Il ricorso ai Fenici è sottolineato nella Bibbia nel caso dell’edificazione del tempio di Salomone).

SCHEMA CRONOLOGICO

DATE a.C.TESTIMONIANZE  BIBLICHERITROVAMENTI  ARCHEOLOGICIRECENTI  IPOTESI  STORICHE
ca.3000 (o 2800)-2200 Età del bronzo anticoEtà dei Patriarchi: solo 20 patriarchi pluricentenari discendenti in linea diretta da Adamo (3760) fino ad Abramo (1850? o 1752?) All’origine di Gerusalemme, collocata su un altipiano arido, è la sorgente Gihon che si trova alla base della collina.  Marginalità del territorio di Canaan (differenza con Egitto e Mesopotamia, sedi di antiche civiltà e di grandi formazioni statali)
ca.2200-1550 Età del bronzo medio  Continua l’Età dei Patriarchi: Abramo parte da Ur in Mesopotamia e arriva nella terra di Canaan, promessa da Dio, Isacco, Giacobbe (detto Israele) ha 12 figli (da cui le 12 tribù). Uno dei figli è Giuseppe (odiato dai fratelli, finito  in Egitto, diventerà vicerè e chiamerà in Egitto il padre Giacobbe e i fratelli)Sec. XVIII Insediamento cananeo chiamato R-Sh-L-M-M (RuShaLiMuM) nei testi di esecrazione egiziani.

Enorme muro alto fino a 8 metri (sec. XVIII) che parte da un insediamento cananeo (di cui oggi si sono perse le tracce) in cima alla collina, sul cui crinale si trova quella che è stata denominata “Città di Davide”
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Nell’età del bronzo fasi alterne di insediamento e abbandono. Nella 2^ fase di insediamento Gerusalemme fu  uno dei principali (?) minuscoli regni cananei dotato di fortificazioni (a difesa della sorgente di Gihon?)  
ca. 1550-1180 Età del tardo bronzoI “figli d’Israele, moltiplicatesi, restano a lungo (4 secoli?) in Egitto. Alla fine sono costretti a lavorare come schiavi. Esodo dall’Egitto (1250- 1200?) Mosè: conduce il suo popolo attraverso il deserto del Sinai. Costruiscel’Arca dell’alleanza che contiene le tavole dei 10 comandamenti. Muore sul monte Nebo davanti al Giordano senza poter entrare nella Terra promessa.Sec. XIV o XIII (?) Struttura di pietra a gradoni: imponente fortificazione (?) cananea  addossata alla collina.
Sec. XIV Lettere di Abdi-Heba,  re cananeo di Gerusalemme, con richiesta di aiuto al faraone di cui è tributario. Inizio sec.XIII  Israele è presentato come un popolo nomade su una stele di vittoria egiziana.
Per 3 secoli (dal 1460 al 1170 ca.) dominio egiziano sulle città cananee (compresa Gerusalemme) e (dal sec.XIII)  su gruppi pastorali “abramiti o israeliti”. All’interno del mondo cananeo forti tensioni sociali provocano la formazione di bande di contadini indebitati, servi in fuga, emarginati, fuorilegge … detti  habiru (da cui ibri, ebrei ?) (all’inizio senza un valore etnico)
secolo XII COLLASSO ETÀ DEL BRONZO (e arrivo dei POPOLI DEL MARE)  Grazie all’intervento di Jahvè, Giosuè, che sostituisce Mosè, conquista rapidamente le città cananee. Uccide tutti gli abitanti e tutti gli animali. I figli d’Israele occupano queste città. Una 2^ versione biblica meno trionfalistica descrive forme di convivenza tra Israeliti e Cananei.  Molti dei palazzi reali e delle città cananee, distrutte durante le invasioni dei popoli del mare o a seguito di esse, sono all’epoca abbandonate e disabitate e tali resteranno ancora a lungo. Unica differenza tra villaggi “proto- israeliti” e villaggi cananei è l’assenza di ossa di maiale. È un marcatore religioso (?) etnico (?)  ca.1150-1050 Piccoli villaggi “proto-israeliti” sono abitati da tribù già esistenti nella zona fuse con bande di habiru. Crollo civiltà ittita, collasso regno egiziano e città mesopotamiche. Lungo periodo di indipendenza degli stati del Levante fino all’arrivo degli Assiri (721)
Inizia età del ferro ca.1180-900Età dei giudici (governanti/capi militari)
Età dei Re: Saul (1025-1005?) designato dal profeta Samuele UN SOLO REGNO: Davide (1005-970?) conquista Gebus (cioè Gerusalemme) e ne fa la sua nuova capitale. Crea un grande impero. Salomone (970-930?) costruisce a Gerusalemme il 1° enorme imponente tempio e la reggia e, altrove, fortezze e città.
Sec. IX Il regno di Giuda viene definito in due steli di vittoria di re confinanti come “la casata di David”. Il regno di Israele come “la casata di Omri”.   Nessuna traccia delle conquiste di Davide estese fino all’Eufrate.   Nessuna traccia di una grande città a Gerusalemme né di costruzioni attribuibili a Salomone altrove.Lenta (?) sostituzione del piccolo regno con un insediamento di tipo tribale. La tribù sviluppa un forte senso di appartenenza, si riconosce in un capostipite (Davide) e più tardi (900-850) in un “dio nazionale”, Jahvè, contrapposto agli altri “dei  nazionali”. Non vi sarebbe mai stato un unico regno, ma 2 regni divisi: ISRAELE (più ricco) a nord con capitale Sichem e GIUDA (più povero) a sud con capitale Gerusalemme
ca.900-720  2 REGNI DIVISI
A nord ISRAELE i cui re vengono giudicati severamente per il loro pluralismo religioso. A sud GIUDA più incontaminato sul piano etnico e destinato a gestire la riunificazione.
  ca.930-721 Grande sviluppo del regno di Israele e costruzione di una nuova capitale: Samaria (unica città costruita ex novo dagli Ebrei).  721   Dopo 3 anni di assedio sconfitta definitiva dell’ultimo re d’Israele. Dominio assiro sul regno di Israele: deportazione degli Ebrei di Samaria sostituiti con deportati da altre provenienze. (Dispersione di 10 tribù d’Israele)
720- 587GLI  ULTIMI  RE  DI  GIUDA Ezechia (716-687) si prepara ad affrontare la minaccia assira e nel 701 resiste all’assedio assiro di Gerusalemme. Giosia (640-609) ritrova il libro della Legge e impone una riforma religiosa impostata sul dio unico e sul tempio unico (eliminazione di tutti gli altri culti e uccisione dei relativi sacerdoti).Secoli VIII-VII Eccezionale sviluppo urbano di Gerusalemme: costruzione di nuove  mura (inglobano quartieri occidentali), tunnel di Ezechia, raccolta acque: piscina di Siloe. Numerose nuove fattorie nei dintorni: produzione olio e vino (giare con sigilli). Trovate statuette rotte dedicate alla fertilità (forse Ashera? consorte? di Jahvè)Gerusalemme, un tempo insignificante capitale di Giuda, ora circondata da vassalli degli Assiri, con cui commercia, conosce una crescita demografica e uno sviluppo notevoli anche grazie all’arrivo di rifugiati dallo sconfitto regno di Israele. Giosia avrebbe (forse) ricostruito  il 1° tempio salomonico e impostato le basi del Patto esclusivo tra Jahvé e Israele (?)
587-539Il re babilonese Nabucodonosor conquista Gerusalemme, distrugge il tempio e deporta a Babilonia la famiglia reale e la classe dirigente e sacerdotale.I Babilonesi abbandonano le terre conquistate e consentono alle élites deportate di mantenere una loro individualità (mentre gli Assiri avevano mescolato le diverse popolazioni).Gli esiliati giudei a Babilonia consolidano  la loro identità politica e religiosa, arricchita da contributi babilonesi (lingua aramaica, moneta, calendario, miti biblici: Eden, Noè, torre di Babele, cherubini …) 
539-333Il  re persiano Ciro conquista Babilonia, consente ai Giudei di ritornare e di ricostruire il tempio di Gerusalemme.Sul “cilindro” di re Ciro in terracotta il re chiede il favore del dio Marduk e si proclama portatore di pace e rispettoso degli dei altrui e dei loro templi.Scaglionati nell’arco di più di un secolo ritornano alcuni gruppi di reduci. Problemi per la convivenza con i residenti: necessità di leggi e regole. Scrittura della Bibbia.

GLOSSARIO

Non è sempre facile risalire al significato di alcuni termini molto antichi, non solo per la loro lontananza nel tempo, ma anche perché in questo caso i testi scritti che gli studiosi possono utilizzare presentano sequenze ininterrotte di consonanti, che vanno lette da destra a sinistra. Le scritture utilizzate in questa area ignoravano l’uso delle vocali, della punteggiatura e persino della separazione tra una parola e l’altra.

CANAAN, TERRA DI CANAAN

Abitata sin dall’Età del bronzo antico (3000 a.C.) da popolazioni semite. Il termine ebraico Canaan è di etimologia incerta. Un’ipotesi accreditata è che si riferisca al colore rosso porpora con cui le popolazioni cananee tingevano i tessuti, esattamente come facevano i Fenici, la cui civiltà è la prosecuzione nell’Età del ferro (1200 a.C.), della civiltà cananea. I Fenici sono indistinguibili per lingua (se non per variazioni dialettali) e cultura dal resto dei popoli cananei. Canaan e Fenicia indicano la terra oggi compresa tra il nord d’Israele, il Libano e parte di Siria e Giordania.

ISRAELE

Come di consueto nella cultura ebraica anche il termine Israele è un nome teoforo, cioè contiene il nome di un dio, che in questo caso è El. Israele viene generalmente ricondotto all’ebraico Yisra’el con il significato di El combatte.
Israele  è indicato come un popolo nomade in una stele di vittoria del faraone egiziano Metentapt (inizio XIII sec. a.C.).

Sulla stele egiziana il nome di Israele è seguito dal disegno di un uomo e una donna che indicano un popolo nomade

Israele è il nome di uno dei due regni ebraici sorti nella Terra di Canaan. Questo regno fu definitivamente sconfitto nel 721 a.C. dagli Assiri e la sua popolazione (costituita, secondo la tradizione biblica, da 10 delle 12 tribù ebraiche d’origine), deportata in Mesopotamia e qui dispersa, fu sostituita sempre ad opera degli Assiri da un’immigrazione forzata da altre provenienze.


Il racconto biblico successivo, sistemando con una narrazione continua, inquadrata in una sequenza genealogica, saghe patriarcali indipendenti molto più antiche, nate in località diverse e lontane tra loro, ha collegato la storia di Israele con la figura di Giacobbe. La misteriosa lotta notturna di Giacobbe con un enigmatico personaggio divino (Genesi, 32, 23 e segg.) spiega il preteso cambiamento del suo nome con il nome di Israele (inteso nel racconto, con un forzatura etimologica, come chi combatte con El). Questo cambiamento rientra nella volontà di unificazione della storia del popolo ebraico, che anima i redattori della Bibbia, e giustifica la denominazione degli Ebrei come i figli di Israele o gli Israeliti.

Mappa delle 12 tribù d’Israele

Ai 12 figli di Giacobbe si devono i nomi delle 12 tribù (una realtà certamente molto più tarda) poichè ciascuna delle tribù riteneva di discendere da uno dei dodici figli di Giacobbe (o Israele) e di portarne il nome (Genesi, 49).
Si tratta chiaramente di un racconto strumentale, costruito a posteriori per giustificare il termine di figli di Israele attribuito agli Ebrei. Nel testo biblico Giacobbe mantiene poi sostanzialmente il suo nome e Israele assume invece un significato collettivo.
Nel 1948, tra altre possibili opzioni, il nome di Israele venne scelto per indicare il nuovo stato ebraico appena costituito.

PALESTINA

Palestina è la terra dei Filistei ovvero dei Peleset, uno dei Popoli del mare di origine indoeuropea proveniente dall’Egeo, i cui guerrieri sono rappresentati nei bassorilievi egizi con il caratteristico elmo piumato e la spada di ferro. I Filistei all’inizio dell’Età del ferro (tra il 1200 e l’800 a.C.)  si stanziano lungo il mare nel territorio di Gaza e sono considerati dal popolo d’Israele come particolarmente diversi rispetto ad altre popolazioni semite loro confinanti.

I Peleset in un’iscrizione nel tempio funerario di Ramesse III a Luxor (XII sec. a.C.)

 Confini e status politico della regione cambiano nel corso della storia. Il nome Palestina, usato dagli scrittori greci antichi per indicare la regione tra la Fenicia e l’Egitto, è poi ufficialmente adottato come nome di una provincia dell’ Impero romano nel 135 d.C. in sostituzione del nome aramaico Giudea (Yeud). (Quest’ultima indicava l’omonima provincia dell’Impero persiano  comprendente il regno di Giuda.)
Il nome Palestina fu mantenuto dall’ Impero bizantino e dal califfato arabo. La regione comprendeva la maggior parte del territorio chiamato nella Bibbia ebraica Terra di Cannan o Terra di Israele.
Dopo il crollo dell’ Impero ottomano viene creata a ovest del fiume Giordano la Palestina sotto mandato britannico (1922-1948). Nel 1947 la Palestina è oggetto di una risoluzione dell’ONU che ne destina una parte a uno Stato ebraico (poi diventato Israele) e un’altra a uno Stato arabo (poi diventato lo Stato di Palestina, uno stato che non è membro delle Nazioni Unite ed è di fatto occupato in gran parte da Israele).

EL

El (da un termine semitico che indica altezza, potenza) è il dio dell’universo e il padre di tutti gli dei nelle religioni antiche dell’area semitica, siro-cananea, cananea, giudaica e mesopotamica. Dalla medesima radice deriverebbe in arabo il termine Allah. El è spesso accompagnato da altri epiteti, come Elyon che significa quello che sta più in alto, sopra. Nella Bibbia El Elyon viene tradotto con Dio Altissimo.

Il dio El tra 2 leoni sull’elsa di un coltello cerimoniale egiziano

Elohim è il plurale di El e  indica in origine tutti gli dei “figli” di El. Il suo utilizzo nel significato plurale originario lascia qualche testimonianza anche nella Bibbia, nonostante le interpretazioni, ebraiche prima e cristiane poi, intendano eliminare ogni traccia del politeismo primitivo.

YAHVÈ

Yahweh (Yahwè  o Yahvè) è il dio tribale/nazionale degli Israeliti, analogamente a tutte le divinità nazionali dei popoli confinanti. Dopo secoli di politeismo sarebbe stato con la riforma del re Giosia (640-609 a.C.), ma soprattutto dopo il ritorno dall’esilio babilonese (VI secolo a.C.) che Yahvè è promosso a dio unico della religione ebraica, soppiantando definitivamente El (dio supremo delle religioni del Vicino Oriente) e assumendone gli attributi.
L’iniziale Yahvè Ṣabaot ossia il dio degli eserciti diventa, durante l’esilio babilonese, dio delle schiere celesti cioè dell’universo. L’identità di Yahvè come dio nazionale ed etnico, in quanto unico dio cui Israele deve tributare il culto, oscilla con la versione del dio universale e creatore del mondo, anche in ragione della datazione dei testi biblici e dei diversi contesti.
Il tetragramma HWHY (4 lettere senza vocali) letto da destra a sinistra indica il nome impronunciabile di Dio. Proprio perché impronunciabile, è sostituito in parte da un trattino oppure è scambiato con il termine Adonai, plurale di Adon che significa Signore.

Il tetragramma (4 lettere) che indica il nome di Yahvè nell’alfabeto fenicio, aramaico antico e ebraico attuale.

La pronuncia del tetragramma HWHY resta incerta e oggetto di dibattito sia tra gli studiosi, che tra i fedeli delle diverse confessioni. Così c’è chi propone Geova invece di Yahvè. La scrittura consonantica potrebbe far supporre una pronuncia Yaho, Ya, Yo, attestata del resto anche dai nomi teofori: Giosafatte (da Yehoshafat cioè HWHY giudica), Giosia (da Yoshiyahu forse HWHY supporta), Giosuè (Yehoshua da HWHY salva), Gesù (Yeshua forma abbreviata di Yehoshua).

ASHERAH

Questa divinità, identificata anche come Ishtar o Astarte in tempi e luoghi diversi, è la Grande Madre semitica, la dea della fertilità. Probabili figurine di Asherah, che sostiene con le proprie mani un seno abbondante, sono sorprendentemente comuni nella documentazione archeologica dell’area palestinese, ad indicare la popolarità della dea anche all’epoca della supposta riforma religiosa del re Giosia (VII sec.), un’epoca in cui, secondo la testimonianza biblica, il culto di Asherah si effettua addirittura all’interno del tempio di Gerusalemme.

Dea della fertilità dal seno abbondante. Si tratta forse Ashera?

Nel “Libro di Geremia”, scritto intorno al 628 a.C., si parla di una divinità femminile come della regina del cielo! Sono state trovate iscrizioni che nominano Asherah in coppia insieme al dio Yah.
Poiché con il termine asherah si indicano anche i pali sacri, le colonne e forse gli alberi onorati come rappresentazioni della dea, nella Bibbia italiana il termine ashera è in genere tradotto con palo sacro.

GERUSALEMME

Benaugurale, ma poco credibile l’etimologia che tradurrebbe il nome di Ir Shlm (ossia Gerusalemme) con Città della pace (Shalom). Ir Shalem o anche semplicemente Shalem è, invece, la città dedicata alla divinità cananea di Shalem.

GEBUS

Con questo nome nella Bibbia viene indicata Gerusalemme all’epoca della conquista da parte di Davide. Gli abitanti di Gebus sono definiti Gebusei. Non avendo altri riscontri al di fuori della Bibbia, possiamo formulare tutte le ipotesi, anche quella che si tratti di nomi inventati.

AELIA CAPITOLINA

Adriano traccia il solco per la fondazione di Aelia Capitolina (moneta 132 d.C.)

Aelia Capitolina (per esteso Colonia Aelia Capitolina) è il nome della città di Gerusalemme ricostruita dall’imperatore Adriano, dopo l’assedio romano del 70 d.C. e la definitiva distruzione seguita alla rivolta di Bar Kokhba del 132-136 d.C. Una disposizione dell’Imperatore proibisce addirittura agli Ebrei di risiedere a Gerusalemme. Aelia proviene dal nome gentilizio di Adriano, mentre Capitolina ricorda la dedicazione a Giove Capitolino del più importante tempio romano. Aelia Capitolina rimane il nome ufficiale di Gerusalemme fino al 638 d.C., quando gli Arabi conquistano la città e mantengono la prima parte del nome come Iliya.

ALQUDS (LA SANTA)

Nome arabo per Gerusalemme a partire dal secolo X e tuttora in uso.

MONTE SION

A sinistra della foto in primo piano il Monte Sion con la Chiesa e Abbazia benedettina della Dormizione. Più a destra dentro alle mura nel quartiere ebraico la ristrutturata Sinagoga Hurva. All’estrema destra la dorata Cupola della Roccia sulla Spianata delle Moschee.

In origine il nome si riferisce all’altura sulla quale sarebbe nato il nucleo originario di Gerusalemme (quella che oggi viene chiamata la “città di David”), poi si estende alla collina del tempio e successivamente a parte della città circostante. Nell’esilio babilonese Sion fu idealizzato e identificato con la patria lontana e con la speranza di vedere  la restaurazione del regno. Nel IV sec. d.C. i cristiani  attribuirono il nome di Monte Sion al monte “di Gareb” l’altura a sud-ovest della Città Vecchia oltre la porta di Sion, nel luogo tradizionalmente ritenuto sede del Cenacolo e quindi da loro considerato sacro.